Di Enrico Gallo
Secondo atto tra le due nazionali, dopo che i Nord Americani si erano imposti nel girone con il minimo scarto. Si fa subito sul serio, ma i canadesi entrano sul ghiaccio con sufficienza e poca cattiveria agonistica, come spesso è capitato in questa manifestazione e la Slovacchia non è una squadra da sottovalutare, anche se si è giocata l’accesso ai quarti fino all’ultimo contro la sorprendente Francia.
La partenza degli europei è fulminea, il Canada è frastornato e va sotto meritatamente di due goal grazie alla deviazione nel traffico di Kopecky su sassata di Radivojevic e al goal dell’eterno Miroslav Satan. Finalmente il Canada entra in partita, ma la difesa Slovacca regge senza troppi patemi, cercando di pungere in ripartenza grazie agli ampi spazi concessi dai ragazzi di Sutter. Stupendo l’aggancio di Tatar al volo che si fa però murare da Ward. Rischiato il triplo svantaggio, al 18° i canadesi accorciano con Kane che sfrutta l’errore di Baranka che prima non spazza a dovere e poi devia involontariamente il puck alle spalle di Laco.
La ripresa è un’altra partita: il Canada è finalmente indemoniato e si assiste ad un assedio continuo con Ward spettatore non pagante, mai impensierito dagli avversari. Al 26° la rimonta è completata: Eberle beffa la distratta difesa slovacca, trovatosi solo non riesce a battere Laco, ma è bravo a rimettere il puck davanti allo slot per la deviazione vincente di Skinner. L’occasione del sorpasso si presenta subito, doppio powerplay per quasi due minuti, ma questa volta la difesa slovacca è eroica e riesce a cacciare indietro tutti gli assalti canadesi, con Chara che sembra un secondo golie. Finalmente al 33° si può annotare un’occasione da goal per gli slovacchi, ma Surovy spara incredibilmente a lato da pochi passi. Il gioco è però sempre in mano al Canada, il palo di Hopkins al 37° è il preludio al goal del sorpasso che arriva un minuto dopo con Burrows che ringrazia per l’ennesimo svarione difensivo.
Si torna sul ghiaccio per il terzo periodo, il Canada vuole addormentare la partita, che finora è stata veloce e divertente, limitandosi a gestire gli attacchi avversari che si intensificano rispetto al nulla offensivo del secondo periodo, guidati dal giovane Tatar, giocatore impressionante per velocità e controllo del disco, ancora ventunenne, ha la certezza di meritare un futuro nell’hockey che conta, molto più che le 9 partite disputate con i Red Wings. Ed è proprio da lui che parte l’azione del pareggio che arriva al 53°: Bartovic servito al meglio al secondo tentativo infila Ward all’angolino alto. La partita cambia nuovamente padrone e si accende, Satan colpisce la traversa a Ward battuto, con la difesa canadese che conferma che sotto pressione soffre e commette gravi errori, anche stupidi come le penalità che si prendono Hopkins per una carica sulla schiena inutile, a 4° dalla fine e Getzlaf (5+20) che stende Mikus costringendolo ad uscire dalla pista. Tempo di vincere l’ingaggio, sassata di Sekera e deviazione di Handzuf e l’incredibile contro sorpasso slovacco a due minuti dalla fine è compiuto. A nulla serve l’uscita di Ward ad un minuto dalla fine, la Slovacchia torna in semifinale dopo 8 anni, battuto il Canada che torna a casa, tradito dal proprio capitano. Ora ad attendere la squadra guidata da coach Vujtek, che dedica la vittoria al compianto Demitra, ci sarà una tra Svezia e Repubblica Ceca, suggestiva la possibilità del derby cecoslovacco. Bisognerà lavorare sulle disattenzioni difensive, perché l’orgoglio e le potenzialità questa squadra le ha eccome e la prossima partita la giocherà per centrare qualcosa di storico.
Goal: 05:57 Kopecky, 09:14 Satan, 16:14 Kane, 26:30 Skinner, 37:43 Burrows, 53:25 Bartovic, 57:32 Handzuf
Tiri: Canada 36, Slovacchia 28
Penalità: Canada 31 minuti (25 minuti a Getzlaf), Slovacchia 6 minuti
