1. Ciao coach, raccontaci il primo impatto con la realtà tedesca
Diciamo che mi sono trovato subito bene. È stato sicuramente un vantaggio che era il manager della squadra, Stefan Wagner, che mi voleva fortemente e ci siamo messi subito al lavoro per trovare i giocatori giusti.
2. Che differenze hai trovato dall’Italia?
La differenza maggiore sta sicuramente nell’organizzazione. Non dimentichiamo che ci sono 4 persone che lavorano full time per la società ed in questo modo è anche più semplice programmare meglio e dividersi i compiti.
3. Stai formando la squadra, ma quali sono i vostri obiettivi?
Siamo a un buon punto, a differenza degli anni passati ho il manager che fa la prima scrematura sulla scelta degli stranieri e mi inoltra soltanto quelli che veramente possono interessarci compreso numeri di telefono per le referenze per ottenere informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei giocatori. La società da subito mi ha fatto capire che puntano in alto e la semifinale sarà obiettivo minimo.
4. Si è parlato in più occasioni di un vostro possibile approdo in DEL, è qualcosa che può avvenire?
Ormai i giochi sono fatti e tutte le squadre della DEL sono state accettate e hanno i bilanci in regola secondo le normative della DEL, almeno per quest’anno lo Schwenningen gioca al 100% in Bundesliga.
5. Come giudichi finora il mercato italiano invece?
Il mercato in Italia di solito inizia sempre più tardi a differenza di altri campionati. Quest’anno fuori al Milano ci sono poche squadre che si sono mosse. Comunque non è sempre sbagliato, una volta chiuso il mercato in Germania o Austria, tante volte trovi ancora giocatori forti che a giugno non consideravano nemmeno una tua offerta.
6. Un Mondiale che ha visto la nostra retrocessione in prima divisione, cosa possiamo fare per migliorare e dove invece si può “star tranquilli”?
Migliorare si puo sempre, anche con pochi mezzi a disposizione. Secondo mio parere forse è arrivato il momento giusto di fare un passo indietro. Ci sono parecchi giocatori italiani giovani che militano all’estero e si sono fatti aprezzare, se citiamo i vari Diego Kostner, Simon Kostner, Jan Pavlu, Roland Hofer, Hochkofler ecc. Abbinando a questi giovani i nostri Italiani di valore come Helfer, Borgatello, Egger, Felicetti, Fontanive, Iori ecc. e qualche Italo che SERVE veramente, si potrebbe anche tentare, senza rischiare troppo, di fare questo cambio generazionale che prima o poi ci tocca comunque farlo. Abbiamo una coppia di signor portieri a disposizione con Bellissimo e Tragust e a novembre Dennis dovrebbe ricevere finalmente il passaporto. Questa “abbondanza” Ti garantirebbe di poter affrontare un mondiale Divisione I con più tranquillità. Non vedo molto senso continuare a cercare di salire in Gruppo A per poi scendere l’anno successivo senza aver inserito qualche elemento giovane, questo comunque è un mio parere personale.
7. Manda un saluto ai fans italiani
Saluto tutti quelli che mi hanno seguito con affetto e stima fino a questo punto della mia carriera e spero di fare bene anche in Germania, che reputo una grande occasione professionale per crescere ulteriormente.
