Dec 4, 537 days ago

Touch guys,i “cattivi” dell’Hockey,parte 1

 


Inchiesta in due parti di Julia Fediaeva sui “duri” dell’Hockey,ragazzi tanto aggressivi in pista quanto (il più delle volte..) gentili e cortesi fuori…nella prima parte,analisi generale del fenomeno e alcuni cenni storici,nella seconda,vedremo le biografia di 5 storici enforcers..

Un'immagine di Vityaz – Avangard: la più famosa "Bench clering brawl" degli ultimi anni



PREMESSA

La lotta per l’uomo è sempre stata il motivo di provare la forza, ma a volte è anche l’unica possibilità di difendere il suo orgoglio o l’orgoglio dei suoi amici.
L’Hockey su ghiaccio è uno dei pochi sport dove la lotta è un elemento di competizione importantissimo quanto il gioco stesso.
Qui cerchiamo di scoprire dove trovano il loro inizio le “botte” nell’ hockey, le regole non ufficiali del combattimento sul ghiaccio e degli specialisti in questo campo – i touch guys o enforcers.

LA STORIA
Come tutti sappiamo l’hockey è nato in Canada nel XIX secolo. Si è capito subito che era lo sport per gli uomini duri e le botte sono entrate subito a far parte di questo sport. L’assenza delle regole precise del gioco in quei tempi ha fatto entrare le risse nelle partite. Solo nel 1922 è arrivato il Punto 56 del regolamento che regolarizzava le risse sul ghiaccio. Da quei tempi per la rissa si comminavano 5 minuti di penalità.
Anche se all’epoca le risse non erano cosi frequenti,la violenza prevaleva tantissimo.
C’erano poche “stelle” nelle squadre perciò ognuno doveva difendersi da solo. Alla fine degli anni 60 con l‘allargamento della lega la lotta si fece sentire di più perché nelle squadre arrivarono tanti giocatori costosi che dovevano essere difesi dagli infortuni.
Da quel momento in ogni squadra vi fu almeno un “giocatore-guardia del corpo” o tough guy che si attaccava ad un giocatore preciso sulla pista,a scopo di “difesa” dai “nemici”.

I proprietari delle squadre capirono subito che questa era la possibilità di attirare il pubblico e facevano tanta pubblicità agli enforcers delle loro squadre e soprattutto favorivano l’odio tra i tough guys .
La popolarità delle risse sul ghiaccio raggiunse il suo picco negli anni 70 con l’arrivo nella lega della squadra “Philadelphia Flyers” che prese anche il soprannome de “ i bulli delle strade “.
Sempre in quegli anni venne deciso di buttare giù le stecche ed i guanti prima di combattere.
Ora questo gesto è diventato il simbolo di richiamo all’avversario per la rissa. Il gesto è sempre accompagnato dagli applausi degli spettatori.

Le ragioni delle risse possono essere diverse – sia gli interessi delle squadre, cioè il modo di intimidire l’avversario per ottenere la superiorità psicologica, la reazione alla provocazione o la difesa dei giocatori oppure gli interessi privati – l’odio tra i giocatori o la vendetta per le risse precedenti.
Esistono casi di competizione tra squadre intere che portavano con sè rivalità che si prolungavano anche per diverse stagioni,come ad esempio avvenne tra Colorado e Detroit a metà degli anni 90.

Dopo lo sciopero della stagione 2004/2005 e l’inserimento delle regole più dure,la domanda dei tough guys è scesa al minimo.
Gli allenatori delle squadre migliori si sono liberati subito dai tough guys e hanno cominciato a cercare dei giocatori che sapevano fare entrambe le cose – giocare e combattere.
Ma non possiamo certo definirlo un “genere” estinto: è infatti difficile immaginare l’hockey senza le risse,anche perché tantissimi spettatori vengono quasi solo per vedere la violenza e la lotta sul ghiaccio.
La maggior parte degli esperti ammettono che è una parte indispensabile del gioco, anche se ovviamente non è la più importante.
Qui si vede anche il gioco di squadra, la possibilità di difendere il compagno, la reazione alla provocazione, la possibilità di cambiare l’andamento del gioco.

Ecco il pensiero di GARY BETTMAN,commissioner NHL
“Le risse sono sempre state parte importante del gioco. Non puoi mai prevederle. I giocatori pattinano sulla pista a 50 km/h, si scontrano, si agganciano con le stecche e poi buttano giù i guanti. È un’immagine emozionante. Manda su di giri gli spettatori. Ma questo non deve essere interpretato come se due deficienti se le danno di santa ragione. Non possiamo proibire le risse e non dobbiamo cercare di capire se è bene o male. È solo una parte dell’hockey”

IL CODICE DEI TOUGH GUY

Non esistono solo le regole ufficiali nel gioco dell’hockey ma esiste anche Il codice non scritto dei combattimenti,il cosiddetto “codice del guerriero”: vediamone le regole.

- Rispetta l’avversario
- Rispetta l’avversario anche se ha rifiutato di combattere
- Non toccare l’infortunato
- Non esultare dopo la rissa
- Non attaccare l’avversario alle spalle
- Non picchiare l’avversario sdraiato sul ghiaccio
- Non rifiutare il combattimento se nella rissa precedente hai vinto tu
- Non iniziare il combattimento prima che l’avversario si sia tolto i guanti
- Se giochi con la visiera,togli il casco prima di colpire
- Non attaccare i giocatori che non partecipano alla rissa
- Un vero Tough guy deve essere duro, non cedere e andare fino in fondo

BREVE DIZIONARIO DI UN ENFORCER PRINCIPIANTE

TAKEDOWN –il momento della rissa quando un giocatore butta sul ghiaccio l’altro
TURTLE – letteralmente,”tartaruga”,appellattivo riservato al giocatore che provoca la rissa con delle azioni da “bastardo”, per poi buttarsi sul ghiaccio coprendo la testa con le mani fingendosi infortunato
BRAWL – la rissa tra più di un paio di giocatori. Esiste anche LINE BRAWL( qui partecipano tutti i giocatori sul ghiaccio) e BENCH CLEARING BRAWL( qui è coinvolta tutta la squadra intera)
TOE-TO-TOE – la lotta dove gli avversari si colpiscono a vicenda senza difendersi dai colpi
JERSEY SHOT – il colpo dato impugnando la maglia da gioco dell’ avversario
La regola di Rob Ray – la regola secondo la quale il giocatore che ha tolto la maglia apposta o si è fatto togliere la maglia dall’avversario andava penalizzato con una penalità extra. Per non permettere di togliersi il jersey si usa FIGHT STRAP
FIGHT STRAP – un pezzo di tela cucito sul rovescio della maglia che non permette all’avversario di togliertela
CLEANCH – la posizione dei giocatori quando si trattengono con le braccia senza colpirsi
HAYMAKER – il colpo dato con il braccio teso

Nella prossima parte,5 storie di famosi Enforcers,dal pugile Semenko fino allo scrittore Williams,recordman di penalità e,a fine carriera,redattore di un libro di cucina…

Simone.Morandi

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